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La posizione assunta dalla madre durante il travaglio di parto è determinante al fine di favorire la naturale progressione del feto nel canale del parto. Il modo migliore per partorire è quello di fare assumere alla donna posizioni naturali; le posizioni più antalgiche sono quelle che consentono alla donna di proteggersi da eventuali danni al bacino, al collo dell’utero, al perineo. Assumere posizioni antalgiche fa sì che anche il bambino sia protetto da posizioni scorrette (quali ad esempio un’eccessiva compressione della testa nel canale del parto), si diminuisce quindi lo stress e il rischio di asfissia del bambino. Sono questi i motivi per i quali presso l’ Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Evangelico Villa Betania le donne sono lasciate libere di scegliere la posizione a loro più consona e confortevole per il migliore travaglio e parto.
Le posizioni libere alternative alla classica posizione supina, litotomica, sul lettino da parto, sono:
VERTICALI le posizione possono essere:
- accovacciata
- in piedi
- seduta (ad es. su di uno “sgabello olandese”),
- inginocchiata.
ORIZZONTALI le posizioni possono essere:
L’ostetricia occidentale (da circa tre secoli) ha tuttavia previsto un diverso tipo di parto quello che prevede la donna in posizione distesa e orizzontale, sdraiata sulla schiena su di un lettino da parto. Oggi tale posizione di parto è stata criticata in quanto si è detto che la stessa prolunga eccessivamente il periodo del travaglio ed è contraria alle leggi della fisiologia. Sono questi i motivi per i quali si è scelto un diverso tipo di posizione di travaglio e di parto. Le posizioni libere sono state studiate in quanto:
■ favoriscono la discesa del feto sfruttando la forza di gravità, la posizione del bambino si trova infatti in asse con il canale del parto ■ diminuiscono considerevolmente il rischio di compressione dei vasi sanguigni che si trovano nell’addome (aorta e cava), così evitando la compromissione del flusso uterino (e quindi l’ossigenazione del feto) e l’ipotonia della donna in travaglio
■ favoriscono più efficaci ed intense contrazioni uterine permettendo una migliore dilatazione del collo uterino
■ aumentano i diametri del bacino favorendo un migliore impegno del feto nel canale del parto (si fa riferimento alla posizione accovacciata ed in ginocchio).
■ il dolore è più sopportabile e meno forte
■ la pausa tra le contrazioni è più lunga consentendo un migliore rilassamento della donna
■ consentono di fare minore ricorso all'uso dei farmaci per l’analgesia (controllo del dolore)
■ è garantita una migliore ossigenazione del feto con conseguente riduzione delle anomalie del battito cardiaco fetale durante il travaglio di parto
■ i tempi del travaglio di parto, sia il periodo dilatante che quello espulsivo, sono notevolmente ridotti Nelle posizioni libere si fa minore ricorso all’utilizzo di procedure mediche assistenziali quali ad es. l’amnio ressi (rottura della borsa delle acque), uso di ossitocina, monitoraggio in continuo del battito cardiaco fetale, esplorazioni vaginali, episiotomia, manovre di Kristeller (ossia, la compressione manuale sul fondo dell’utero per favorire la fuoriuscita del feto).
Le posizioni verticali (in piedi, accovacciata etc.), in quanto associate al libero movimento, sono più favorevoli ad un buon andamento del travaglio di parto anche perchè nella fase espulsiva tali posizioni, (soprattutto carponi o inginocchiate) favoriscono la maggiore apertura del bacino, fino al 30% in più rispetto alla posizione litotomica (ovvero classica orizzontale). Le donne che scelgono di partorire presso la nostra struttura possono usufruire di corsi di preparazione al parto durante i quali personale altamente specializzato le prepara a partorire anche con la possibilità di scegliere di utilizzare le posizioni libere. Con il parto la donna può così disporre liberamente ed al meglio del proprio corpo in quest'esperienza unica ed intensa.
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