

| Cervicometria |
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Un metodo efficace per effettuare una valutazione di rischio di parto prematuro è rappresentato dalla cervicometria, cioè la misurazione della lunghezza della cervice uterina, esame che viene eseguito per via transvaginale a 22-24 settimane.
L'ecografia transvaginale in gravidanza non cagiona danno alla madre ed al feto e fornisce una buona e riproducibile visualizzazione della cervice nel 95% delle gestanti. Perché l'esame sia riproducibile devono essere soddisfatti 4 criteri:
La gestante deve essere esaminata a vescica vuota e la sonda vaginale deve essere inserita sotto controllo ecografico in senso sagittale identificando la vescica, il liquido amniotico e la parte presentata. La sonda viene posta nel fornice anteriore senza esercitare pressione in modo da non allungare artificialmente la cervice .Mediante retrazione della sonda e movimenti d'angolazione si cerca di identificare l'intero canale cervicale, si ferma l'immagine e si misura quando sono soddisfatti i criteri già esaminati. L'esame deve durare almeno 3 minuti, con diverse misurazioni, dato che nel corso dell'osservazione la cervice può modificasi mostrando sorprendenti aspetti dinamici. L'imbutizzazione viene da alcuni definita in modo quantitativo, come una dilatazione persistente ad imbuto dell'OUI > 5 mm. Imbutizzazione, dilatazione e protrusione delle membrane devono essere segnalati.
Test dinamici consistono nella stazione eretta, nell'eseguire colpi di tosse o nell'applicare una leggera pressione fundica, per 15 secondi, allo scopo di rilevare modificazioni dinamiche della cervice. Quest'ultima soluzione è la più utilizzata, sebbene sia molto difficile una standardizzazione della manovra. |


