![]() La storia di Villa Betania |
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"Cosi
dunque, finché ne abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti" Perché
una storia?
Iniziò
così... Nell'inverno 1944-45 Napoli era una città affamata, semidistrutta dai bombardamenti aerei e navali e poco lontana da Cassino, dove si continuava a combattere. Circa 40.000 persone erano rifugiate nelle grotte circostanti la città. Nel tempo libero, il dr. Santi svolgeva attività ambulatoriale a Portici, presso "Casa Materna". Un giorno vide arrivare una madre con un bambino denutrito e malato. Veniva a piedi da Napoli ed abitava nelle grotte di Capodimonte insieme con molti altri senzatetto. |
| Fu quando il dr. Santi andò a visitare questo bambino "a casa" che di convinse che la sua missione si sarebbe dovuta svolgere non in Africa ma tra il suo popolo. Da quel momento la sua principale preoccupazione fu di informare tutti gli evangelici napoletani della sua"scoperta" e di sensibilizzarli il più possibile. |
![]() Le grotte di Capodimonte |
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Le
Chiese Evangeliche Napoletane,
da sempre attive nell'opera sociale, risposero all'appello del dr. Santi:
supportati ed incoraggiati anche dai tanti evangelici facenti parte delle
truppe alleate, alcuni giovani presero l'impegno di accompagnare il medico
nelle sue visite settimanali alle grotte e, contemporaneamente, le comunità
istituirono una riunione mensile comune per raccogliere fondi per finanziare
quest'opera. |
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