Ospedale Evangelico Villa Betania
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Primario: Dott. Diego Pini
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Il melanoma cutaneo
Il melanoma cutaneo rappresenta l'unica forma di cancro la cui incidenza e mortalità risultino in costante aumento in ogni parte del mondo (75% di casi di decesso per tumori della pelle).
Colpisce prevalentemente i soggetti di razza caucasica, soprattutto quelli di colorito chiaro ed occhi azzurri e di età > 20 anni di entrambi i sessi, interessando con maggiore frequenza le popolazioni bianche emigrate in regioni assolate.
Negli ultimi 80 anni l'incidenza è aumentata in maniera esponenziale, con la tendenza a raddoppiare ogni 10-20 anni, mostrando un incremento maggiore nei paesi dell'Europa settentrionale. Tutti questi dati confermano il ruolo dei raggi solari nell'insorgenza del melanoma ed il rapporto esistente tra l'aumento dell'incidenza di tale neoplasia con le mutate abitudini di esposizione al sole a carattere ricreativo da parte delle popolazioni bianche.
La diagnosi precoce ha primaria importanza: se diagnosticato in tempo, infatti, il melanoma richiede solo un'escissione (asportazione) ed un controllo protratto nel tempo.

Trattamento chirurgico del melanoma cutaneo
L'intervento chirurgico rappresenta lo strumento tuttora più efficace nel trattamento del melanoma cutaneo. Escluse alcune circostanze particolari, il trattamento chirurgico di questo melanoma consta di interventi condotti in corso di anestesia locale.

Dopo l'intervento, è necessario osservare il paziente ogni tre mesi.

La dermoscopia
E' una tecnica diagnostica non invasiva che, attraverso un particolare sistema di ingrandimento ottico, permette di visualizzare parametri morfologici non visibili ad occhio nudo. Questa osservazione "sub-macroscopica"
permette di arricchire l'armamentario diagnostico clinico di nuovi criteri morfologici per la differenziazione del melanoma dalle altre lesioni pigmentate melanocitarie e non melanocitarie della cute.
Ancora oggi non è definitivamente accertato se tra le neoformazioni melanocitarie benigne e maligne esista un'entità intermedia, cioé di passaggio fra un nevo melanocitico ed un melanoma. La necessità quindi di controllare nel tempo un paziente deriva da una duplice esigenza: quella di monitorare periodicamente un soggetto con evidenti fattori di rischio (storia personale o familiare di melanoma, elevato numero di nevi, fototipo chiaro, frequenti scottature solari) oppure quella di osservare obiettivamente l'evoluzione nel tempo di singole lesioni moderatamente atipiche.


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