Bimbe che giocano
 

Cerbiatte

L'aratore
 
Nato a Torremaggiore (FG), studiò all'accademia di Belle Arti di Firenze. La città del fiore con l'immensità e varietà del patrimonio artistico accumulatovi dal Trecento, dal Quattrocento e dal Cinquecento era quello che, oltre al godimento estetico, mentale e spirituale, originatosi da tanti capolavori sparsi nei musei, nelle chiese e nelle piazze, poteva meglio contribuire alla formazione della cultura e del gusto di chi proprio il cammino dell'arte intendeva percorrere.  
   
   
 
Il messaggio
 
Nella città medicea ebbe a maestro Domenico Trentacoste, artista che aveva girato mezza Europa, visitato i musei più celebri, conosciuto i maggiori scultori del tempo, da Rodin a Medardo Rosso arricchendosi di sempre nuove esperienze e raffinando di continuo il suo spirito e i mezzi di espressione. Alla sua scuola Giacomo Negri crebbe senza impacci, con la sua fertilissima fantasia, con la sua forza innata, la sua inclinazione all'essenziale e l'orrore per gli accessori inutili e le minuzie veristiche (Raffaello Biordi). Terminò gli studi nel 1921 con Menzione Onorevole. La prima opera con la quale affrontò il giudizio della critica e quello, ancora più atteso, del pubblico, trattandosi della gente della sua città, Torremaggiore, è il monumento ai caduti della guerra 1915-18. Egli aveva allora (1922) poco più di venti anni . Nel gruppo bronzeo di imponenti dimensioni Giacomo Negri espresse il concetto del Progresso che avanza con la Vittoria; e dimostrò subito come egli fosse vocato alla scultura monumentale che è quella che impone non solo un'alta idea concettuale, ma un sicuro senso della forma, un ardimento nello stabilire armonie di linee e rapporti di piani e una ricerca di ritmo che trovi nel contrappunto spaziale tutto il suo respiro (R. Biordi).  

Monumento ai caduti
 
 
Le opere
La critica
Recensioni
Torremaggiore
Contatti